Il festival
Quest’anno il
festival si articola su tre tipi di viaggiatori: veri, seri e severi.
Ogni sera poi si concluderà con appuntamenti musicali e teatrali, e i bivacchi a tarda notte.
Ogni sera poi si concluderà con appuntamenti musicali e teatrali, e i bivacchi a tarda notte.
Venerdì 30 maggio alle 18,00 parte la sesta edizione del festival
trasformando il centro storico in un crocevia di scrittori,
giornalisti e inviati, fotografi e musicisti, studiosi vari e
pellegrini.
In una geografia fantastica che ribattezza una piazza e cortili, un vecchio palazzo e una ex chiesa, sessanta ospiti
nel cuore del Monferrato daranno vita a incontri e tavoli, concerti,
reading, mostre e proiezioni per guardare, con la lente del viaggio,
all’attualità, la letteratura, la storia.
Viaggiatori veri. Continua il gioco degli anni scorsi, il viaggio è il viaggio e racconta tante cose. Con noi saranno Franco Monnet che ha remato per mesi nella foresta amazzonica, Marco Olmo maratoneta sulle dune sahariane, Giacomo De Stefano altro rematore controcorrente, e il reporter di guerra Mimmo Càndito.
Viaggiatori seri. Non che gli altri lo siano meno, diciamo che tra questi annoveriamo quelli che hanno un approccio più scientifico, meno muscolare. Gli atleti della mente.
Il marito muto, Il vento fa il suo giro, L’arte del viaggiare, Il senso delle periferie, Il mistero del lamantino, Teologia laica e in ultimo il filo conduttore del nostro ragionamento sul Festival di quest'anno: la Sequenza di Fibonacci.
Viaggiatori severi. Da una parte i viaggiatori veri, dall'altra i seri, quelli severi a chiudere il cerchio. Ma chi sono questi altri che pur avendo molto viaggiato, non ne hanno l’aspetto? Per questo, viaggiatori Severi se saranno veri, appunto se - veri. Chiunque cerca, guarda e non resta fermo viaggia, ma viaggia se-vero.
Evitare le buche più dure, Quella notte a Dolcedo, La vita non fa rumore, Il venditore di pianeti, Colori e calori, Tre volte invano, Oceano Mare, Il circo capovolto, Viaggio a Pechino, L’amore degli insorti.
E ancora concerti, mostre, bivacchi letterari, cucine di strada, incursioni
cittadine, grazie a molte
associazioni e oltre 60 volontari.
Ogni
evento del festival è gratuito –come gratuito è il passaporto in cui
ciascuno si può dichiarare Nomade o Stanziale- e si svolge negli spazi
a cui si accede indifferentemente da piazza san Martino 4 o da Palazzo
Ottolenghi in corso Alfieri 350. Per informazioni www.nomadiestanziali.it







