Il festival
Quest’anno il
festival si articola su tre temi ed un lavoro sul territorio; una
mostra ed una installazione; questo accanto ai consueti tavoli dove si
incrociano viaggiatori veri e stanziali presunti, con tutte le
problematiche dei luoghi ed un finale dove il confronto fra tutti ci
arricchirà. Ogni sera si concluderà con appuntamenti musicali e
teatrali, e i bivacchi a tarda notte. (prima parte in vista nel box,
poi andando sul /go/ si vede
il seguito della notizia) >
Giovedì 31 maggio alle 18,00 parte la quinta edizione del festival
trasformando il centro storico in un crocevia di scrittori,
giornalisti e inviati, fotografi e musicisti, studiosi vari e
pellegrini.
In una geografia fantastica che ribattezza una piazza e cortili, un vecchio palazzo e una ex chiesa, settanta ospiti
nel cuore del Monferrato daranno vita a incontri e tavoli, concerti,
reading, mostre e proiezioni per guardare, con la lente del viaggio,
all’attualità, la letteratura, la storia.
Il primo tema sono i ponti. Ponti che uniscono e ponti che dividono. L’incontro e la discussione fra due o più persone è essa stessa un ponte, crea nel recepimento e nelle obiezioni di ognuno un tassello di memoria; un tassello che ci permetterà di ricordare quell’incontro, quella relazione. Questo vale anche per le comunità e per il ponte fisico, quello geografico. Ci si dividerà e ci si unirà. Il ponte è in sostanza una relazione: a volte compiuta a volte troncata. Per quest’anno quindi: 61 ponti.
Secondo tema i porti. Il porto è in genere accoglienza. Rapporto tra chi porta e chi riceve. Il marinaio quando riparte porterà del luogo un ricordo che accatasterà accanto a quelli di tutti gli altri porti e delle traversate; nel porto invece assommeranno la figura di quel marinaio e di quelle merci accanto ai profumi che salgono dai depositi, in attesa di rimetterli verso ogni dove.
Poi le eresie. Ogni eresia è una scelta. Fuori rotta, fuori strada, per caso, per necessità, ma spesso per scelta. Spesso alla ricerca di origini ritenute tradite, nel cercare su nuovi percorsi ortodossie che le pratiche quotidiane avevano rinnegato. È difficile individuare oggi chi sta andando su sentieri eterodossi e quante siano diventate in realtà le ortodossie; uno sguardo sul futuro, quando forse l’eresia sarà l’individuo stesso.
E ancora concerti, mostre, bivacchi letterari, cucine di strada, incursioni
cittadine e randonnée letterarie, grazie a molte
associazioni e oltre 60 volontari.
Ogni
evento del festival è gratuito –come gratuito è il passaporto in cui
ciascuno si può dichiarare Nomade o Stanziale- e si svolge negli spazi
a cui si accede indifferentemente da piazza san Martino 4 o da Palazzo
Ottolenghi in corso Alfieri 350. Per informazioni www.nomadiestanziali.it







